Welfare animale

Il Caseificio del Buon Pastore basa l’insieme delle sue attività sul principio del Welfare Animale promuovendo attivamente e concretamente tutte le misure possibili per l’instaurarsi delle migliori condizioni psico-fisiche dei suoi ovini, non limitandosi soltanto al pieno rispetto della normativa vigente. I formaggi Buon Pastore derivano da una filiera corta che va dalla produzione dei foraggi, allo scrupoloso allevamento della mandria, alla trasformazione diretta del nostro latte. Il controllo totale della filiera è garanzia di assoluta igiene e genuinità.

 

Nel 1964, il governo inglese affronta per la prima volta la tematica del “welfare” definendolo attraverso le cosiddette “5 libertà”, cinque principi essenziali per il rispetto di un buono stato fisico e psichico dell’animale:

  1. libertà dalla fame, dalla malnutrizione e dalla sete, realizzabile garantendo all’animale l’accesso ad acqua fresca e pulita e una alimentazione tale da assicurare il mantenimento di un buon equilibrio fisico;
  2. libertà dal disagio dovuto a stress di natura termica e fisica, fornendo all’animale un ambiente di vita adatto, con strutture aziendali in grado di garantire ricovero, stazionamento, decubito;
  3. libertà dalle malattie, dalle lesioni e dal dolore, attraverso metodiche veloci ed efficaci di prevenzione, diagnosi e cura delle patologie;
  4. libertà di espressione del normale comportamento, con l’impegno, da parte dell’allevatore, di creare un habitat tale da garantire una vita sociale il più corrispondente a quella della specie (garanzia di spazi e strutture idonee);
  5. libertà dalla paura e da fattori stressanti, evitando di infliggere all’animale inutili sofferenze psichiche.

Dal 1965 altre date hanno fissato importanti tappe: 1976 e 1979, Convenzioni di Strasburgo con le quali si introducevano la protezione degli animali negli allevamenti e degli animali da macello; 1985, ratifica delle convenzioni di Strasburgo del ’76 e del ’79 a livello Nazionale con la Legge 623 del 14 ottobre 1992, il Farm Animal Welfare Council riprende in considerazione“Cinque libertà fondamentali degli animali”.
In tempi più recenti il benessere animale è stato considerato non solo come la possibilità di evitare sofferenze, maltrattamenti e crudeltà agli animali, ma anche come l’insieme di condizioni organizzative e ambientali in grado di garantire a questi uno stato di salute ottimale e una vita quanto più possibile vicina ai canoni comportamentali propri della specie di appartenenza. Questo significa che il benessere in allevamento è influenzato significativamente dall’ambiente di vita che l’uomo è in grado di garantire, così da eliminare o quantomeno contenere situazioni stressanti, attraverso il controllo di spazi e risorse. Per benessere zootecnico si definisce quindi la condizione di massima capacità produttiva, quantitativa e qualitativa di cui è capace l’animale in assenza di manifestazioni patologiche e turbe comportamentali.

L’allevamento Buon Pastore è concepito secondo il concetto di “filiera corta”, trattandosi di un allevamento semiestensivo con annesso caseificio e spaccio aziendale.
L’allevamento sorge adiacente al Campo Fv che ha un estensione di circa 70 ha: questi sono a disposizione degli ovini per il pascolamento su pascolo prativo seminato su terreno agricolo di pianura fertile e produttivo. Gli ovini possono beneficiare inoltre dell’ombreggiamento creato dagli stessi pannelli fotovoltaici. Il prato e’ stato seminato e gestito senza impiego di sostanze chimiche e fitofarmaci con lo scopo di ottenere e garantire un foraggio di qualità per pascolamento ma anche di produrre quantità di fieno essiccato in campo per coprire l’arco temporale in cui il gregge non può pascolare (inverno) a meno di condizioni climatiche favorevoli. Il pascolamento migliora la struttura e la composizione del terreno con apporto di sostanza organica derivante dalle deiezioni degli animali nel rispetto delle normative vigenti sull’apporto della stessa derivante da deiezioni animali(max 170 kg. N/ha/anno) Questo metodo di conduzione porta ad una completa decontaminazione da fitofarmaci, antiparassitari e fertilizzanti di sintesi utilizzati nelle precedenti coltivazioni intensive.

L’esperienza e le risorse dell’ allevatore Buon Pastore consentono di riconoscere i segni indicativi dello stato di benessere degli animali e dell’adeguatezza dell’ambiente nel quale gli stessi sono mantenuti, così da garantire i più elevati standard di igiene e prevenire l’insorgere e il diffondersi di malattie. L’allevamento è condotto suddividendo gli animali in gruppi, per categoria fisiologica o di accrescimento. Per la movimentazione degli animali non vengono impiegate barriere elettriche, pungoli elettrici o strumenti appuntiti. Tutti gli impianti utilizzati nell’ allevamento, che possono in qualche modo produrre degli effetti sullo stato di salute e benessere degli animali, sono periodicamente controllati e automatizzati al fine di evidenziarne tempestivamente eventuali malfunzionamenti o difetti.

I ricoveri sono dotati di attrezzature prive di spigoli acuti, sporgenze o qualsiasi altro elemento possa costituire una potenziale fonte di pericolo o lesione per gli animali. Nella zona di alimentazione e nelle corsie di movimentazione sono realizzati pavimenti pieni opportunamente antisdrucciolo. I pavimenti delle zone di stabulazione sono facilmente pulibili e senza asperità che possano danneggiare i piedi degli ovini. Le superfici interne delle pareti dei ricoveri e le attrezzature di contenimento (divisori, cancelli) sono facilmente pulibili, lavabili e sanificabili, ben conservate e prive di elementi pericolosi per gli animali.
Gli ambienti a disposizione degli animali e le aree di collegamento tra le aree di stabulazione delle pecore da latte e la zona di mungitura è lineare e non presenta fattori di rischio e/o cause di stress per il singolo animale o per l’intero gregge
All’interno dei ricoveri e’ prevista un’adeguata illuminazione naturale e si garantisce l’alternanza luce/buio nell’arco della giornata grazie alla presenza di adeguata finestratura. Gli ovili sono inoltre dotati di adeguata illuminazione artificiale per i casi di emergenza.

Le strutture adibite all’allevamento sono progettate e realizzate in modo da:

  • garantire la ventilazione dei ricoveri, per evitare l’umidità, la condensa e soprattutto le correnti d’aria, in quanto gli ovi-caprini sono particolarmente sensibili alle malattie respiratorie;
  • garantire un adeguato ricambio d’aria
  • garantire in generale la protezione dagli agenti atmosferici esterni con particolare riguardo al calore radiante estivo.

Gli animali all’aperto dispongono di strutture artificiali (tettoie formate dai pannelli fv e strutture frangivento) utili a proteggere il gregge dalla pioggia, dal vento e soprattutto dall’eccessiva esposizione solare.
Tutti gli animali ricevono un’alimentazione sana ed equilibrata, adeguata alla razza, all’età, allo sviluppo corporeo, allo stato fisiologico e al livello della produzione; di fatto, la corretta alimentazione è condizione essenziale per la produttività degli ovini.
La somministrazione degli alimenti e dell’acqua avviene in modo da non provocare lesioni o sofferenze ai soggetti allevati.
Le attrezzature utilizzate per l’alimentazione e per l’abbeverata sono costruite e installate in modo tale da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti e dell’acqua. Le mangiatoie, in particolare, sono facilmente pulibili e resistenti al deterioramento; le operazioni di pulizia sono giornaliere.
Gli abbeveratoi sono regolarmente puliti ed è svolto un periodico controllo dell’impianto idrico, al fine di eliminare rapidamente eventuali malfunzionamenti o perdite .
Tutti gli animali hanno accesso ad un’appropriata quantità di acqua, di qualità adeguata.
Gli abbeveratoi collettivi sono previsti in quantità adeguate rispetto alla numerosità del gregge. L’acqua somministrata agli animali e’ garantita dalla rete idrica Hera.

La gestione e la manutenzione dei locali d’allevamento permette il mantenimento di un buon livello di pulizia degli animali, in particolare per quanto riguarda le pecore in lattazione; particolare cura è riservata all’igiene dei locali e delle attrezzature e all’asportazione dei reflui.
Nella pratica corrente la lettiera è rinnovata almeno 4 volte nel corso dell’anno, mentre l’aggiunta di materiale viene effettuata tutti i giorni. Questo al fine di migliorare le condizioni igienico-sanitarie e l’attitudine casearia del latte incrementando il benessere degli animali.
Nei periodi in cui le pecore trascorrono molte ore nell’ovile, viene prestata particolare cura al mantenimento dell’igiene della lettiera. Una programmazione efficace degli intervalli di rimozione della lettiera e’ comunque subordinata al monitoraggio periodico delle condizioni di stalla (polverosità, odori, umidità, condensa).
La salute degli animali e’ quindi salvaguardata attraverso la regolare applicazione di un programma di prevenzione, in particolare di appropriati programmi antiparassitari.

Il pascolo viene gestito mediante turnazione per garantirne il ricaccio continuo. Questo sistema detto a rotazione prevede la suddivisione in lotti attraverso recinzioni mobili e viene di norma praticato con consumo rapido di ciascuna area (2-4 gg) che viene riutilizzata solo quando l’erba torna alta 8–10 cm (dopo 20–40 gg secondo la zona e la stagione); si riducono così anche i danni da calpestio e si facilita una ricrescita più regolare del pascolo conservandogli una migliore composizione flogistica ( U.N.A.P.O.C., 1992).